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Nel buio dell’ America

ton clusters

 

di Joyce Carol Oates

traduzione di Luisa Balacco

 

con

Maria Teresa Ruta (Intervistatrice)

Michela Martini (Emily Gulick)

Ermanno di Biagi (Frank Gulick)

 

Musiche originali

Andy dei Bluvertigo (Andrea Fumagalli)

 

Disegno luci

Fulvio Melli

 

Video

AndrŹs Arce Maldonado

 

Costumi

Pamela Aicardi

 

Regia

Guenda Goria

 

Primo spettatore

Antonio Syxty                                 

 

Co-Produzione

(Emmetierre srl- Manifatture Teatrali Milanesi)

 

                                                                                 Debutto

                                                        Prima Nazionale 7- 19 febbraio 2017

                                                          Sala Grande -Teatro Litta- Milano

 

 

 

 

 

 

 

Nel buio dell’America Ź un atto unico di Joyce Carol Oates che offre uno scomodo ritratto dell’America piccolo borghese degli anni ’90, e con uno scarto di vent’anni rivolge uno specchio all’Italia di oggi. La scena si apre con una coppia di coniugi Frank ed Emily Gulick del New Jersey a disagio in uno studio televisivo accecati da luci alle quali non sono abituati e sovrastati da uno schermo che riprende le loro immagini in diretta. Né loro né gli spettatori sono al corrente di cosa sia successo. Sarą l’intervistatrice, terzo personaggio in scena, a traghettarci nel racconto attraverso una fitta serie di domande rivolte ai Gulick, che nel corso del racconto scopriranno di essere genitori del ragazzo colpevole di un’efferata strage. Ci troviamo di fronte ad un caso di cronaca nera ed Ź lo studio televisivo luogo di indagine, approfondimento e scavo invadente e inadeguato nel privato delle persone.

 

Note di regia

In questa ricostruzione frammentata sono proprio i momenti piĚ familiari che si rivelano carichi di minaccia, la violenza raggelante non ha bisogno di essere esplicitata; tra domande dal carattere universale e risposte mai specifiche emerge una realtą drammatica, segnata dalla violenza sotterranea che informa parole e gesti dall’apparenza neutrale, ordinaria. ť la non-conoscenza al centro dell’ esperienza umana a cui assistiamo e il fatto che il mistero venga utilizzato da un programma televisivo ne sottolinea la natura tragicomica.

ť quindi dell’Italia di oggi che parliamo, dei programmi di approfondimento di cronaca nera sempre piĚ numerosi e seguitissimi dal largo pubblico ed Ź attraverso una reale conduttrice televisiva, Maria Teresa Ruta, qui interprete anche simbolica, che ci interroghiamo sul senso oggi di un’ informazione che assoggettandosi ad esigenze d’ ascolto, si rivela incapace di comprendere la realtą.

Michela Martini ed Ermanno de Biagi, interpreti raffinati, inscenano il rapporto ambivalente che si crea con il media dapprima subďto e poi cavalcato nel tentativo di scagionare il figlio che, nonostante la sempre maggior evidenza delle prove, Ź considerato da loro innocente e vittima di un errore giudiziario.

La regia Ź affidata per la sua prima volta a Guenda Goria; attrice e musicista che qui proverą a scavare nelle dinamiche sotterranee di un mezzo che ha segnato il suo immaginario artistico e familiare.

 

 

                   Maria Teresa Ruta

 

Uno dei volti piĚ noti della televisione italiana; nata artisticamente a teatro con Macario, Campanini ed i fratelli GiuffrŹ, debutta a 19 anni al Carignano di Torino con Commedie Brillanti e poi passa alla televisione lavorando con Ugo Gregoretti nella Goldoniana e Andrea Camilleri con La donna dalle due vite e le Nuvole di Aristofane.

Tornerą a teatro con Il Boss di Bogotą.

 

Raggiunge la grande popolaritą con la televisione dove Ź la prima donna giornalista a parlare di calcio nella Domenica Sportiva a fianco di Sandro Ciotti e Tito Stagno che la soprannominano Il sorriso che non conosce confini.

Ha all’ attivo circa 6000 ore di diretta e 6 telegatti, ha condotto programmi storici della Rai come Giochi senza frontiere, Lo Zecchino d’ oro, Uno mattina, Italia sul due, Portomatto, Italia sera, Sala giochi, Caccia al tredici.

Passa a Mediaset voluta da Maurizio Costanzo dove Ź alla guida di  Vivere Bene, Ok il prezzo Ź giusto, A tu per tu, Bravo bravissimo club.

 

Scrittrice dal 2000 di libri dedicati al mondo dell’ infanzia (E vissero felici e contenti, Bella di bimbo..); ha aperto la pima fiaboteca d’ Italia a Luino sul Lago Maggiore.

 

 

 

     Michela Martini

 

 

 

Diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “SilvioD’Amico”, ha un debutto folgorante come protagonista nella Bettina di Luca Ronconi.

 

Nel 1978 Carmelo Bene la vuole come Desdemona nel suo Otello da Shakespeare.

 

Dal 1980 , oltre ad una esperienza con Roberto De Simone ne La figlia di Iorio, inizia una collaborazione decennale con Veneto Teatro interpretando ruoli significativi in commedie di Goldoni , Marivaux, Ruzante, con le regie di Sequi, De Bosio, Salveti.

 

Con I Rusteghi inizia la fruttuosa collaborazione con Massimo Castri con il quale lavora

anche nella Trilogia della Villeggiatura di Goldoni e nell’ Oreste di Euripide.

 

Ha collaborato con la compagnia “I fratellini”con la quale ha portato in scena l’Arlecchino

servitore di due padroni di Goldonicon la regia di G.Emiliani.

 

Per la biennale di Venezia ha lavorato nella Buona Madre di Goldoni e l’ Orlando di Virginia Wolf. con la regia di Srefano Pagin.

 

Lavora con la compagnia Uffici teatrali di Filippo Gili e Francesco Frangipane nella Triogia di mezzanotte: Prima di andar via, L’ ora accanto e  Dall’ alto di una fredda torre.

 

 

Per il cinema ha lavorato,tra gli altri, in Prima di Andar Via per la regia di Michele Placido nel 2013, Circuito Chiuso di G. Montaldo, Bim Bum Bam regia di A. Chiesa, Edda Gabler di M. Ponzi, Il giudice di M. Ferrero,  La Putta Onorata e La Buona moglie di L. Ronconi.

 

 

 

          Ermanno de Biagi

 

 

Artista e performer poliedrico, segue un percorso tutto personale e su misura.

Inizia con la musica e i gruppi pop rock di inizio anni ‘70 per poi tuffarsi nel vortice teatrale di quegli anni -teatro di strada, Grotowski, Barba, teatro e animazione per bambini e ragazzi- formatore per insegnanti e insegnante di storia e filosofia nei licei.

Nel 1980, cantautore con la Polydor -la mitica etichetta rossa di Jimy Hendrix e Bee Gees- pubblica un 33 giri o LP (cosď si chiamavano i vinili con piĚ di 2 canzoni) “L’Albero della Pazzia” e dopo essere passato al Videomaking, prima di diventare Videoartista, esposto alla 60 Mostra del Cinema di Venezia nel 2003 con 7 video (in realtą VideoPeosie), pubblica nel 1990 “Io Video -Guida e Dizionario del Video Attivo”, libro sull’uso indipendente del video.

Al di lą di innumerevoli spettacoli e programmi per bambini e ragazzi con la Rai in cui Ź anche autore e compositore di tutte le musiche, il battesimo teatrale Ź del lontano 1975, con Giancarlo Sepe e il suo “Lumiére Cinematografique” mentre il battesimo cinematografico Ź con “Mosca addio” di Bolognini, accanto a Liv Ullmann, nel 1985.

In questi trent’anni alterna arti e professioni accumulando un ricco curriculum di partecipazioni cinematografiche e televisive per poi tornare nel 2014 al teatro con la compagnia Uffici teatrali con cui mette in scena accanto a Michela Martini La trilogia di mezzanotte di Filippo Gili con la regia di Francesco Frangipane.

 

 

 

 

                            Guenda Goria
     

 

Attrice e pianista, figlia di Maria Teresa Ruta ed Amedeo Goria.

Diplomata al Conservatorio Verdi di Milano e Laureata in Filosofia Estetica, dopo qualche anno di attivitą concertistica internazionale (Shanghai international FestivalTrofeo Castro Alves di Salvodor de Bahia, Stati Uniti..) si appassiona alla recitazione, entra al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma sotto la direzione di Giancarlo Giannini e debutta a teatro con Maurizio Scaparro ne La coscienza di Zeno e al cinema con Roberto Faenza nel film internazionale Anita B.

Artista poliedrica ha lavorato come attrice con grandi maestri come Matteo Garrone, Pupi Avati, Roberto Faenza, Paolo Genovese, Gianfranco Pannone, Gerardo Placido,i Manetti Bross; nelle opere prime cinematografiche di Stefano Alpini, Monica Mazzitelli e Cesare Furesi, nelle fiction tv “Il paradiso delle signore”, “Un passo dal cielo”, “Giochi sporchi” e con giovani registi teatrali come Juan Puerta Lopes e Alberto Oliva nel “Don Giovanni” di Puskin; dal versante televisivo nel 2010 partecipa arrivando in finale al reality show L’ Isola dei famosi.

La passione per la drammaturgia contemporanea e il teatro la porterą a concepire, dopo qualche esperienza come aiuto regia, la sua prima regia teatrale.

 

 

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